Chi è Amadio Bianchi
Docente
di Yoga, di filosofia indù e di massaggio Ayurvedico, Amadio Bianchi,
è l'ideatore dell'evento "Artisti per la pace - Gandhi 50 anni dopo "
che si è tenuto dal 24 al 30 di gennaio 1998 a Milano per ricordare il
Mahatma a 50 anni dalla sua scomparsa e che ha visto il convergere di
quasi tutti i movimenti spirituali e religiosi. Per l'occasione, in una
struttura di quasi 9.000 posti a sedere si erano esibiti, per una settimana,
gratuitamente oltre 300 artisti, provenienti da molte parti del mondo,
dando vita ad un grandioso spettacolo di pace.
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Vivere sognando.
Il sogno "lucido" e la realtà presente.
di
Amadio Bianchi
Abito
a Milano e, ultimamente, mi sono reso conto che è in forte aumento l'abitudine
di parlare da soli. Quando, ad esempio, mi fermo con la macchina a un
semaforo, se mi guardo intorno noto che, fra gli abitanti delle altre
"scatole metalliche viaggianti", molti intrattengono conversazioni con
interlocutori immaginari. Non mi sto riferendo naturalmente a chi risponde
al telefono in "vivavoce" ma a coloro che, ormai preda dello stato del
sogno, lo praticano abitualmente.
In
una afosa giornata di luglio, quando i finestrini delle auto erano tutti
completamente abbassati, ho potuto, mio malgrado, seguire una animata
discussione che un automobilista stava portando avanti con la sua compagna.
Il fatto curioso era che la sua compagna non era seduta in macchina con
lui come poteva apparire dai suoi gesti, ma, a quanto ho potuto capire,
era rimasta a casa. La "recita" era da "cinema": perfetta. Questo signore
non si rendeva minimamente conto delle diverse realtà che gli stavano
intorno. Ho potuto cogliere la gravità del vivere in questo stato, quando
il semafaro è diventato verde : c'è voluto il clamore "in crescendo" del
clakson di oltre 10 vetture perché l'ignaro signore si risvegliasse mettendosi
in moto. Incuriosito, feci quanto era nella mia possibilità per rimanergli
accanto fino al seguente semaforo rosso. Puntualmente dopo pochi secondi
riprese la sua conversazione con la moglie. Provai a guardarmi attorno
per constatare se altri automobilisti fossero incuriositi dal comportamento
e, con sorpresa, realizzai che alcuni stavano soffrendo dello stesso "disturbo"
: scambiare il sogno per la realtà. Proprio questo è il fenomeno! E in
circostanze non pericolose sarebbe meno grave, ma quando ci troviamo,
ad esempio, seduti al volante della nostra auto, lasciare la realtà è
assai imprudente per la nostra e l'altrui incolumità.
Vediamo
di capire come dovrebbe essere e come un cattivo, per non dire ignorante,
uso dei doni che il "Divino" ci ha elargito, ad esempio la mente, può
rivolgersi contro di noi.
In
occidente quando si usa la parola mente ci si riferisce al complesso non
molto ben definito di frutti dell'attività del pensare. Ma cosa sono i
pensieri? E cosa dimora nella nostra mente ?
Viviamo accumulando l'esperienza che ci procuriamo attraverso i sensi
confezionandola con l'emozione, e lasciando che il prodotto che ne deriva
vada a costituire la nostra memoria o subconscio. I pensieri sono l'emersione,
paragonabile a vapori colorati, dal maagma "subcoscienziale" cioè dalla
memoria. La loro natura ha provenienza e origini affini a quella del sogno.
Per questo, all'inizio di questo capitolo, ho fatto intendere che la maggioranza
delle persone vive immersa nello stato del sogno senza esserne consapevole.
E per proseguire su questa strada direi che la mancanza di consapevolezza
è preludio alla pazzia. E' il pazzo che scambia il sogno per la realtà.
Parlare da soli (salvo che si tratti dell'atto di riflettere ad alta voce)
convinti di rivolgersi ad un interlocutore addirittura "vedendolo" come
il soggetto del mio racconto, è per il sottoscritto un chiaro segnale
di una disfunzione.
Possiamo
affermare con certezza che, come per il sogno, anche nella mente trovano
posto solo immagini legate al passato, pertanto, sottolineo, quando sognamo
o pensiamo siamo immersi nel nostro passato.
Per questo la cultura indiana, molto attenta verso questa direzione, insiste
per un graduale risveglio che riporti l'uomo alla capacità di vivere il
presente come unica possibilità di sana esistenza cosciente. Per ottenere
questa capacità non è detto che si debba rinunciare al mentale : si tratta
di farne un uso più corretto. La mente è un dono di Dio e come tale va
onorato, se ben utilizzato, è uno strumento assai utile. Esso è in grado
come un computer di ricordarci quali esperienze sono state a nostro vantaggio
e quali no.
Trattare
anche nelle strade spirituali la mente come un nemico è un errore grave
che, a mio parere, porta al disastro. Come per altre situazioni non è
lo strumento in se che può ostacolare ma, ripeto, l'uso che se ne fa.
Le vie orientali più dotte, puntualizzano che l'origine dei guai non sta
nella mente in sé, ma nella natura delle emozioni legate alle esperienze,
tanto è vero che, con l'impiego di talune tecniche come la meditazione,
si procede alla loro eliminazione lasciando vivere i fatti solo come memoria.
La tecnica è quella di attivare il sogno "lucido" : lasciare cioè passare
i pensieri e con l'aiuto della consapevolezza o del sogno consapevole
spogliarli del loro colore emozionale. Ciò porta alla reale conoscenza,
di ciò che alloggia nel nostro subconscio e alla volontaria liberazione
dall'inclinazione di alcuni pensieri "ospiti indesiderati". D'altronde
è giusto, abbiamo cura della nostra casa, del nostro abbigliamento, di
ciò che deve stare in un cassetto e con quale ordine, perché non aver
cura anche della nostra mente scegliendo che in essa ci sia solo ciò che
è giusto e che non impedisce di vivere il presente ?
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