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AMICILIST - La mailing list degli amici di Alcatraz e dintorni -
N. 30 del  22/06/2001
 
Ciao a Tutti,
amici cari
siamo arrivati al numero trenta con un sacco di segnalazioni
Prima però qualche riflessione sulla spiritualità ... Dio Universo Amore Cosmo .. da parte dei fedeli scrittori di amicilist
 
E questa estate?
ci vediamo con qualcuno di voi ad alcatraz ? siete pronti per le follie dello yoga demenziale ???
consiglio: prenotate per tempo, perchè è sempre tutto pieno... l'opzione tenda rimane una valida soluzione per le tasche e per chi decide all'ultimo momento.
Qui ci sono le date dei corsi http://www.alcatraz.it/corsi/index.html  .. meditate ..
 
Il riassunto è piaciuto? boh nessuno ha detto nulla quindi lo ripropongo
 
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Riassunto degli interventi
 
lettere
- Dio  da Alessandro Falchetto
- sulla/e religione/i N.2 - da Grillo Parlante
- il Sesso, secondo lo Zen (Toshio Sudo) da Demiro
comunicazioni
- il sito Organicalia di Gianluca
- le novità di ecosalus presentate da Rina
- eventi coordinamento ibleo per il genoa social forum
- il sito di jatzu presentato da Toso Paolo
- la storia di Marisol - da Buffyno
- Il Calendario della Terra - da Laboratorio Eudemonia
- Corso sul ciclo femminile da Istituto Maithuna
- Festa di Children Onlus a luglio - Da Rumolo
- una notizia segnalata da Playsir
 
 
buona lettura
 
 
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Subject: Dio

Visto l'andamento mistico che sta assumendo la nostra "nius-letter", visto finalmente gli amicilist interessati a sviluppare insieme un dialogo su di una materia precisa, e nello stesso tempo infinita, quale quella di Dio, contribuisco all'incontro trasmettendo questo testo (da leggere e rileggere!):
"Un essere umano è parte di un tutto che chiamiamo 'universo', una parte limitata nel tempo e nello spazio. Sperimenta se stesso, i pensieri e le sensazioni come qualcosa di separato dal resto, in quella che è una specie di illusione ottica della coscienza. Questa illusione è una sorte di prigione che ci limita ai nostri desideri personali e all'affetto per le poche persone che ci sono più vicine. Il nostro compito è quello di liberarci da questa prigione, allargando in centri concentrici la nostra compassione per abbracciare tutte le creature viventi e tutta la natura nella sua bellezza. Analizzando e valutando ogni giorno tutte le idee, ho capito che spesso tutti sono convinti che una cosa sia impossibile, finchè arriva uno sprovveduto che non lo sa e la realizza. La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un fedele servo. Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono.
La scienza senza la religione è zoppa. La religione senza la scienza è cieca.
La mia religione consiste di un'umile ammirazione per l'illimitato spirito superiore che rivela se stesso nei leggeri dettagli che siamo capaci di percepire con la nostra mente gracile e debole. Tanto più avanza l'ulteriore evoluzione del genere umano, tanto più certo mi sembra quel sentiero verso la genuina religiosità che non si adagia sulla paura della vita, sulla paura della morte e sulla fede cieca. Ogni persona seriamente risoluta nella ricerca della scienza diventa convinta che nelle leggi dell'Universo si manifesta uno spirito - uno spirito di gran lunga superiore a quello dell'uomo - e uno di fronte al quale noi, con i nostri modesti poteri, dobbiamo sentirci umili. Il sentimento religioso degli scienziati prende la forma di un entusiastico stupore di fronte all'armonia della legge naturale, che rivela una intelligenza di tale superiorità che, comparati con essa, tutto il sistematico pensiero e l'azione del genere umano non ne sono che un riflesso completamente insignificante. La cosa più bella che possiamo sperimentare è il mistero; esso è la sorgente di tutta la vera arte e la vera scienza. Tutto il nostro lodato progresso tecnologico - la nostra molta civiltà - è come la scure nella mano di un criminale patologico. Dovremmo stare attenti a non fare dell'intelletto il nostro Dio; esso ha, certamente, muscoli potenti, ma nessuna personalità. Chiunque si accinga a eleggere se stesso come giudice del vero e della conoscenza è affondato dalla risata degli Dei. Quando la soluzione è semplice, Dio sta rispondendo. Dio non gioca a dadi con l'universo. Dio è sottile ma non è malizioso. L'uomo che considera la propria vita e quella dei suoi simili senza senso non è soltanto sfortunato ma è quasi squalificato per vivere. L'autentica religione è il vero vivente; vivente tutt'uno con l'anima, tutt'uno con la bontà e la rettitudine.  Due cose mi ispirano soggezione: i cieli stellati sopra e l'universo morale dentro.
Io non credo affatto in un Dio personale che giudica l'uomo per il suo operato.
Non posso immaginare un Dio che premi e punisca gli oggetti della sua creazione, i cui fini siano modellati sui nostri, un Dio, in breve, che non è che un riflesso della fragilità umana."
                                                                                                    Albert Einstein
Un forte abbraccio ad Albert Einstein e a tutti voi.
Alessandro
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Subject: sulla/e religione/i N.2

"Se è opportuno e necessario scoprire una sottesa unità fra tutte le religioni, occorre procurarsi un passe-partout: quello della verità e della non-violenza. Se apro lo scrigno di una religione con tale passe-partout, non trovo difficile scoprirne le somiglianze con le altre. Se guardiamo alle religioni come alle mille foglie di un albero, ci sembrano tutte differenti, ma riconducono tutte allo stesso tronco.  Finchè non riusciremo a intuire tale unità di fondo, non sapremo far cessare le guerre condotte in nome della religione. Le pagine della storia del mondo sono tutte lordate dai sanguinosi racconti delle guerre di religione. Solo con la purezza e le buone azioni dei seguaci si può difendere la religione, mai con la contrapposizione a chi professa altre fedi."
"Le leggi di Dio sono eterne e immutabili,non separabili da Dio Stesso. Ciò rappresenta una condizione imprescindibile della Sua stessa perfezione. Di qui la grande confusione che il Buddha non credesse in Dio ma, semplicemente, nella legge morale. Da tale equivoco circa Dio stesso, sorse poi quello sull'esatta interpretazione della grande parola nirvana. Per nirvana, indubbiamente, non deve intendersi completa estinzione. A quanto mi è stato dato capire a proposito del tratto fondamentale della vita del Buddha, il nirvana è solo completa estinzione di tutto ciò che c'è di vile, di perverso, di corrotto e corruttibile in noi. Il nirvana non è come la nera, mortifera pace della tomba, ma pace vivente, felicità pulsante di un'anima che è conscia di sè, e conscia di avere trovato dimora nel cuore dell'Eterno."
"Considero Gesù un grande maestro dell'umanità, ma non il solo figlio generato da Dio. L'epiteto, nella sua interpretazione materiale, è del tutto inaccettabile. Sul piano metaforico, siamo tutti figli di Dio, ma per ognuno di noi possono esserci particolari figli di Dio da considerare in modo speciale.(...) Per me dunque, Gesù è uno dei tanti grandi maestri del mondo. Ai seguaci del suo tempo apparve senza dubbio "il solo figlio generato da Dio". Ma non è necessario che i nostri credi coincidano. Per la mia vita è importante proprio in quanto uno dei tanti figli generati da Dio. L'aggettivo "generato" ha, per me, un significato più profondo e possente di quello letterale, ha il valore di nascita spirituale. Ai suoi tempi Egli era il più vicino a Dio. Gesù espiò i peccati di quelli che ne accettarono gli insegnamenti proponendosi loro come esempio infallibile. Ma fu un esempio del tutto inutile per quanti non si curarono minimamente di cambiare vita. Un rigenerato perde la macchia originale proprio come l'oro purificato si separa dalla lega cui apparteneva. Ho fatto la più franca ammissione dei miei molti peccati, di cui non porto, tuttavia, il peso sulle spalle. Se vado verso Dio, come sento di stare facendo, tanto mi basta. Perchè avverto il calore del sole della Sua presenza. So bene che le mie penitenze, i miei digiuni e le mie preghiere non hanno alcuna capacità di riformarmi. Ma hanno un valore inestimabile se rappresentano, come spero che facciano, gli aneliti di un'anima desiderosa di posare la propria stanca testa in grembo al suo Fattore."
 
Con queste parole del MAHATMA GANDHI, un autore che certamente non ha bisogno di presentazione o commenti, intervengo ancora sull'argomento religione/i.
Ciao a tutti
Grillo Parlante
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Subject: il Sesso, secondo lo Zen (Toshio Sudo)

"il sesso, secondo lo Zen, è semplicemente questo :
amanti che fanno l'amore
che danno, l'uno all'altro
che vogliono dare, l'uno all'altro
senza prendere
senza esigere
senza egoismo
bensì in modo altruistico e
deidto al 'qui ed ora'
la sfida consiste nel mantenere questo spirito
in ogni momento della relazione

lo spirito del 'kokoro ire'
- l'inclusione del proprio cuore -
ci rammenta che
nulla è più importante
dell'amore che dimostriamo all'Altro
il fatto di essere accanto a qualcuno
con tutto il nostro cuore
denota rispetto non solo per l'Altro
anche per la Vita

non scegliamo di Dare
sull'onda d'un desiderio
innescato dall'ego
e finalizzato a dmisotrare qualcosa, a letto
se manca il cuore
il sesso non tarderà ad apparire vuoto
come una commedia inscenata da attori
che recitano meccanicamente
poichè, prima di tutto,ù
viene la presenza dello Spirito, nel sesso
lo spirito della scelta di Dare :
per essere un buon amante
è sufficiente
avere un cuore generoso

non ha senso preoccuparsi
di ricevere qualcosa, in cambio,
poichè quando 2 partners fanno l'amore
dare e ricevere diventano la stessa cosa

lasciamo andare anche i pensieri
connessi al raggiungimento dell'orgasmo
il sesso dovrebbe prescindere
dal raggiungimento di un obiettivo

in francese l'orgasmo è definito 'piccola morte'
la Meditazione Zen è detta
'entrare nella propria tomba'
la connessione di fondo tra i 2
è assolutamente evidente, dunque..."


"ho un'infatuazione
per la bellissima Mori
del giardino celeste

disteso sui cuscini
la lingua sullo stame del suo fiore
la mia bocca si riempie
della pura fragranza
delle acque
della sua corrente

giunge il crepuscolo
seguono
le ombre del chiarore lunare
mentre
intoniamo nuove canzoni d'amore

fiore di prugno sfiora il terreno
il suo antro oscuro
si dischiude
madido
di rugiada della sua passione
madido
di voluttà della mia lingua
poco importa se
ho i capelli bianchi
ti bacerei quest'altra tua bocca
senza smettere
mai"

- Ikkyu -
(Monaco Zen del 15ƒ Secolo

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