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Archivio AMICILIST
AMICILIST - La mailing list degli amici di Alcatraz e dintorni -
             N. 7 del 08/01/2001                                                        
 
Ciao a todos,
(mi sembrava corretto salutarvi così come avrebbe fatto Fede!)
 
chi vi scrive è Sebastian, che vi augura subito uno strepitoso 2001! Avete passato le feste più esilaranti e della vostra vita? Vi siete imbottiti di ogni genere di cibo biologico? I "nasi rossi" di Alcatraz anche questa volta sono usciti vittoriosi dalla "bagarre capodannesca", e con un congruo numero di nuovi amici !
Travestimenti, gag, musica e tanta voglia di amore e armonia: questi sono stati i segreti del nostro meraviglioso inizio 2001! E i vostri ?
 
Bando alle ciance, diamo subito il benvenuto a Ilaria, a Graciela che ci darà ogni tipo di news dal suo meraviglioso paese, l'Uruguay, e Gabriele, che dal numero di interessi elencati deve saperne di cosine...!
Non dimentichiamo poi gli ormai grandi protagonisti di AMICILIST, Alessandro, che ci propone una soluzione per Le Merci Dolci, e il saggio Grillo Parlante, che ci parla di pace.
 
P.S: Pubblichiamo per intero alcune delle vostre E-mail perchè sarebbe un peccato perderne anche solo una parola, ma dobbiamo pregarvi     
        di sfruttare al massimo la vostra capacità di sintesi per far sì che ognuno abbia un suo piccolo spazio sulla rubrica.  
 
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From: Alessandro Falchetto a.falchetto@libero.it
Subject: DOPPIA E DUPLICE GIOIA
 
1° gioia: questa volta NON invio poesie !, vedo già sui vostri volti non già un sospiro di sollievo ma una       immensa e profonda e duratura felicità. Meglio così, o no?
2° gioia: non superiore come intensità della prima (gioia) ma superiore come portata, nel senso non si         tratta solo di uno scampato pericolo ma di un qualcosa con effetti pratici e positivi e duraturi.
    Si tratta niente meno che  della SOLUZIONE della apparentemente insolubile questione delle 400.000     Lire minime di acquisto dal "catalogo merci dolci":
PREMESSO
1- che da parte di "catalogo merci dolci" è stato dimostrato in modo oggettivamente incontrovertibile che non è possibile, almeno attualmente, diminuire l'importo dell'acquisto minimo.
2- che da parte di Franco, e di -purtroppo se vogliamo- molti altri, è stato dimostrato in modo oggettivamente incontrovertibile che 400.000 Lire "d'un colpo" sono troppe.
LA SOLUZIONE (salomonica e geniale e infallibile) E'
RATEIZZARE IL PAGAMENTO ! ! !, e qui il caro vecchio Pitagora ci aiuta con la sua celebre tavola (pitagorica), ad esempio 4 rate da Lire 100.000 (senza interessi, naturalmente!) pagate a mezzo c/c postale o altra forma a piacimento.
Possibili, peraltro debolissime, obiezioni: 1- ci smeniamo gli interessi, palle!, attualmente il costo del denaro è circa del 6% annuo, per cui gli interessi di 300.000 Lire (100.000 alla consegna) per tre mesi, anzi di meno perchè gli interessi vanno a scalare...morale, la rateizzazione non costa finanziariamente niente. 2- maggiore costo di "contabilizzazione", palle!, "quello che è pagato non costa", per cui lo stesso personale registra 4 e non un 1 pagamento (poi magari con la rateizzazione si vendono pacchi in quantità maggiore, per cui alla fine si lavora e si guadagna -giustamente- di più).
Da parte di Franco, e devo dire pochi seguaci con lui, non è mai stato obiettato che fosse caro il prezzo della merce, ma troppo alto l'importo da sborsare, appunto(!), d'un colpo". Ho sottolineato il fatto che, almeno così mi è sembrato, Franco avesse pochi seguaci per via che ritrovarsi, da solo e disarmato, ad affrontare due tigri (incazzatucce) come Eleonora e Federica... ci vuole un bel coraggio!!!, bravo Franco!
A parte gli scherzi, non vi sembra che la soluzione della rateizzazione sia, non un compromesso, ma una soluzione valida, senza mezzi termini, per tutte e due le parti?
Del resto in Italia le rate sono nel DNA della vita civile(?), Francesco Guccini/Nomadi nella celeberrima canzone "Dio è morto" diceva: "...nelle auto prese a rate Dio è morto...", noi potremmo parafrasare dicendo: "...nelle merci dolci prese a rate Dio è risorto...", oppure se vi sembra esagerato o troppo mistico: "con le merci dolci rateizzate, arrivano a tutti le cose prelibate" (che schifo!, questo slogan...).
 
Ciao :-)
Alessandro
 
La soluzione sembra così semplice che non posso immaginare che i responsabili delle "Merci Dolci" non ci abbiano già pensato, non credi?
Magari sul prossimo numero avremo dei ragguagli in proposito...
 
P.S: E le poesie? Ricorda che Federica ci osserva !!!
 
 
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From: Grillo Parlante gri.parlante@libero.it
Subject: PACE (2a parte)
 
Grillo Parlante, per non smentire la propria fama di saggio (la cui saggezza viene perlopiù misconosciuta, derisa e vilipesa), trasmette su Amicilist (in 2 volte) il testo della conferenza tenuta dal Prof. Franco Fornari nel suo ultimo anno di vita (1985):"La pace all'origine della specie umana, ovvero le origini psicoanalitiche della non violenza".
Lo scopo è quello di aprire un discorso (con tutti voi) sulla PACE, ritengo che sia valido un approccio dell'argomento anche dal punto di vista scientifico, non solo morale e/o ideologico, non arricciate il naso, lo ritengo un approccio utile proprio perché la scienza, e forse particolarmente la psicoanalisi, sono in mano "a lor signori", che sono poi quelli che fanno le guerre e commettono ogni sorta di violenza e di nefandezze.
(il testo non "ce lo avevo già", lo scrivo apposta per Amicilist...leggete, grazie!)  2°ed ultima parte (1°parte su Amicilist N.6):
 
 "A favore di questa tesi esiste una particolare evidenza clinica scoperta dalla psicanalisi, relativamente al fato che l’uomo è un animale che, quando commette violenza, è in qualche modo gravato dal sentimento di colpa. Nelle tribù primitive, quando viene fatta la guerra, i guerrieri quando tornano a casa devono fare dei rituali di purificazione perché si sentono in colpa per aver ammazzato; e quindi devono come espiare , si sentono in colpa proprio per il fatto di avere ucciso.
Ma la psicoanalisi, approfondendo appunto il sentimento di colpa, ha messo in rilievo alcuni fatti particolari dei quali alcuni appartengono all’uso linguistico normale. L’uso linguistico contiene la parola "rimorso", ma la parola "rimorso" significa mordere di nuovo, non solo, ma l’uso linguistico contiene anche la frase "essere divorati dal rimorso", per cui troviamo la metafora orale del "divoramento e del morso" moltiplicata al quadrato: essere "divorati dai rimorsi". Se pensiamo alle metafore che sono implicite in questa espressione, dobbiamo riconoscere che è una espressione linguistica del tutto sorprendente. Quindi troviamo, nel modo in cui il linguaggio esprime metaforicamente il senso di colpe, un riferimento alle bocca, al morso e al divoramento.
La mia ipotesi è che la perdita del grande canino è collegata al sentimento di colpa per la violenza, cioè è vero che l’uomo ha dovuto inventare gli strumenti per sopravvivere, perché se viveva con i babbuini ed aveva perso i grandi canini, i babbuini lo facevano fuori, se riescono a far fuori anche un leopardo.
Ma l’uomo è riuscito a sopravvivere dopo la perdita del grande canino, e sembra che questo evento che viene fatto risalire a mezzo milione o un milione di anni fa, sia stato un evento così grave da marcare le strutture immaginarie, le strutture metaforiche, attraverso le quali l’uomo esprime il sentimento di colpa. Ma allora, se l’uomo è così marcato dalla colpa, se l’uomo quando la sua donna partorisce si mette a letto e simula lui le doglie del parto, prende il pericolo su di sé, oppure perdendo il grande canino, elabora il sentimento di colpa che è alla base di tutte le situazioni morali, è vero che l’uomo è così violento? O non è vero piuttosto che l’uomo nasce da una mutazione non violenta?
Questa situazione ambigua può essere affrontata dal punto di vista psicoanalitico proprio approfondendo i modi in cui il parto viene sognato dalle madri in gravidanza. Avendo fatto una ricerca approfondita sui sogni delle madri in gravidanza che ho pubblicato nel libro "Il codice vivente", sono rimasto molto colpito, ad esempio, dal fatto di osservare che il parto viene trasformato a volte in una guerra tra due tribù nemiche. Se esploriamo la pace come il rapporto tra la madre e il bambino, vediamo emergere il padre come quello che prende lui la morte su di sé, qualche cosa che sarà poi accostata, per esempio, alla storia di Cristo, in cui Cristo ha preso tutti i peccati su di sé e in questa posizione è sentito come il redentore. Ma il fatto di poter constatare che all’interno dei sogni di nascita o anche all’interno dei miti di nascita in generale è possibile vedere il padre come quello che prende la morte su di sé, ci dice chiaramente che i nostri progenitori, cioè la nascita della specie umana, è stata marcata dal senso di colpa per la perdita del grande canino, cioè la violenza del babbuino si è trasformata nell’uomo in senso di colpa, e di qui l’origine della morale. Il maschio umano, ha sì questa funzione di combattere il nemico, ma la funzione di combattere il nemico è in fondo quella di assorbire la morte, per impedire che la morte sia nel rapporto tra la madre e il bambino. Potremmo quindi dire che nell’uomo, all’origine dell’uomo, c’è sì il fatto che il padre è il signore della morte, ma è il signore della morte che è anche un redentore in quanto prende la morte su di sé.
A questo punto allora potremmo riprendere la domanda dalla quale eravamo partiti: "siamo gli animali peggiori del mondo oppure siamo degli animali non violenti? la nostra vera natura è distruggere, oppure la nostra vera natura è costruire unità sempre più vaste, cioè unioni sempre più vaste e quindi allargare i legami d’amore tra la gente?". Dal piccolo villaggio sono nate le città, dalle città sono nate le regioni, dalle regioni le nazioni, gli stati, attualmente i continenti si stanno unendo, i mezzi di comunicazione di massa possono far sì che una spettacolo dato alla "Scala" di Milano venga diffuso in mondovisione (nel 1985 non c’era ancora internet…n.d.r.).Questa tendenza a far fruire tutti di un oggetto di valore è espressione della violenza dell’uomo o è espressione dell’amore dell’uomo? Indubbiamente però bisogna riconoscere che la situazione è ambigua ed il fatto che l’uomo abbia fatto la guerra sta lì ad indicarci che c’è un nodo non risolto nella nostra specie. Tuttavia possiamo dire che se è vero che la bomba atomica è il Diavolo, possiamo anche dire che l’atomica potrebbe anche essere Dio. Aldous Huxley nel romanzo " La scimmia e l’essenza" immagina un’umanità post-atomica che adora il Diavolo invece di Dio.
Ma appunto l’atomica è il Diavolo o è Dio? Io credo che proprio perché l’atomica può essere sia il Diavolo che Dio, noi ci troviamo davanti a questa ambiguità fondamentale dell’uomo che è quella per cui l’uomo ha preso su di sé la morte. Ma ci sono molti segni che ci mostrano che la bomba, l’atomica, se pensiamo alla tibia di antilope con cui i nostri antenati spaccavano il cranio dei babbuini, potremmo dire che l’atomica riassume tutta l’evoluzione dell’uomo, l’atomica nasce dal punto più avanzato della ricerca scientifica in cui si esprime il meglio della intelligenza umana, allora saremmo arrivati in un periodo in cui ciò che ha costituito l’uomo in quanto uomo, cioè la coperta degli utensili, e quindi anche delle armi come utensili. La scoperta che ha permesso all’uomo, animale non violento, di sopravvivere rispetto ad altri animali più violenti di lui, cioè l’utensile, lo strumento, è in crisi.
La tibia di antilope, diventata la bomba, mette in crisi la guerra, nel senso che la guerra è diventata una situazione in cui la storia di San Giorgio che deve adoperare la spada per uccidere il drago, si trova nella condizione che se la spada diventa l’atomica, nell’uccidere il drago uccide anche la Vergine. Quindi San Giorgio deve stare con la spada alzata perché, se la spada è l’atomica e la fa esplodere per distruggere il drago, distrugge anche la Vergine e perciò si rende conto che la spada non serve più: invece di salvare la vergine la spada la distrugge. Quindi dobbiamo tener conto del fatto che la guerra c’è perché bisogna salvare la Vergine, salvare la Patria, la madre patria: il proprio territorio è dove si fanno i figli: questo richiama una metafora, quello della terra come madre. Il fantasma della madre entra quindi nelle istituzioni sociali: la difesa della madrepatria non è solo difesa dal nemico ma anche un modo per "mettere dentro" al nemico il senso di colpa infantile prodotto dal timore di avere distrutto la propria madre, In questo modo si esporta la propria aggressività, si ha un nemico da uccidere e si ricevono anche delle medaglie, è’ un bel sollievo.
Si tratta un po’ sempre il mito di San Giorgio e della Vergine, perché c’è sempre qualcuno da salvare, ed è sempre quindi questa funzione del padre che è riconducibile al "dilemma ostetrico", al trauma del parto, al fatto che come dice Giacomo Leopardi: "Nasce l’uomo a fatica ed è rischio di morte il nascimento". Cioè il padre, il signore della morte, deve prendere su di sé questo rischio di morte che è nel nascimento e quindi, proprio perché la guerra può essere anche un atto di amore, proprio per questo, nel momento in cui la guerra non serva più a difendere e a salvare ciò che amiamo, allora noi possiamo ricongiungerci con ciò che ci ha costituito in quanto uomini, possiamo tornare alla mutazione originaria e diventare totalmente uomini ed essere liberati dalla necessità di somministrare la morte al nemico perché questo non serve più a salvare la Vergine.
Cioè, paradossalmente proprio perché in definitiva nell’uomo anche la guerra può essere un atto di amore, appunto salvare la vergine, salvare la madrepatria, se si va contro queste leggi naturali dell’amore che caratterizzano l’uomo come l’animale in cui gli affetti hanno avuto all’origine il ruolo più importante, se ci allontana da queste leggi nascono guai, e se, per necessità di razionalità politica si eliminerà la guerra, bisogna aspettarsi che se non vengono rispettate le leggi dell’amore che costituiscono l’uomo in quanto uomo nascano altri guai. E quindi l’uomo può prosperare in quella che è la sua costituzione genetica, come animale concentrato su legami affettivi. Il nostro tipo di civiltà è piuttosto turbolento riguardo ai legami affettivi, tra l’attaccamento e la separazione come sono vissuti in una tribù primitiva, noi siamo diventati più disinvolti nei riguardi della separazione, e questo ci deve far pensare fino a che punto possiamo manipolare le situazioni genetiche che ci costituiscono.
Mi rendo conto che il discorso che vi ho fatto è poco abituale, l’unica cosa che posso dire è che il problema della pace mi sta a cuore da molto ed io lotto per l’organizzazione della speranza, per l’affermazione del positivo, che era il problema da cui siamo partiti, la mia ambizione è di riuscire a portare l’idea della Pace a livello di verifica scientifica, e questo credo che sia la cosa più utile, oggi come oggi, proprio perché la dimostrazione che la Pace ha ragione, aiuta gli uomini ad unirsi in suo favore".
-fine 2° ed ultima parte-
"io lotto per l’organizzazione della speranza", riprendo questa espressione di Franco Fornari che mi sembra contenere un messaggio forte, uno stimolo forte a realizzare "l’affermazione del positivo".   (n.d.r.)
 
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From: Ilaria Mandato
 
 
Ciao linkamici,èla prima volta che scrivo e mi sembra anche strano che lo stia facendo,perchè mi è sempre risultato difficile prendere iniziative del genere.Mi chiamo Ilaria,sono di Napoli ed ho venticinque anni,studio architettura e credo che ne avrò ancora per molto!Mi piace molto leggere libri(romanzi e libri introspettivi,che mi diano una mano a conoscermi meglio),mi piace la natura,gli animali anche se ho una passione particolare per i cani...me li porterei tutti a casa.Da poco ho capito qual'è lo sport che fa per ,è il nuoto ,infatti è la prima volta che sto praticando uno sport da ben due anni ,solitamente non resistevo più di tre quattro mesi;è che ancora non ho imparato a conoscermi bene.Spero che questa striminzita descrizione non passi inosservata.Ilaria
 
Come vedi, cara Ilaria, linkamici è lieto di accoglierti, e non solo, vuole proprio saperne di più !
 
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From: Graciela Vazquez
 

Mi chiamo Graciela sono nata in Uruguay, sudamerica, ma vivo a Roma, mi piace questo sito, e cerchero di essere utile magari informando voi del mio paese, un bacio a tutti!!. Auguri a tutti voi, buon 2001!!!.
 
Siiii ! E' proprio quello che vogliamo da te, tienici aggiornati su qualsiasi evento, notizia di cronaca o quant'altro meriti l'attenzione dei nostri attenti lettori.
 
 
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From: Gabriele mele@libero.it
 
ciao!
voglio presentarmi, forse non sono molto interessante, ma la gente ke
circola qua mi piace, kissa'...

gabriele, o anke lolo o anke 'mooffo', 28 anni suonati, terrone doc
(lecce), vivo a brescia per lavoro (informatico,web).
me gusta far tante cosine, siano di argilla, materiali naturali,
colori, suoni, e perche' no anke organizzare cose, comunicare,
massaggiare, trombare, vivere di cose belle... si dice cosi?
me gusterebbe lavorare per sviluppo sostenibile, per le cose belle, la
musica, il vivere vitale, sonoro e colorato, ma il lavoro ke faccio,
finora e' l'unica cosa per cui mi pagano.
Suono l'organetto diatonico, dico grazie ad ambrogio sparagna per le
sue lezioni-kiakkerate, come a tutti quelli ke lavorano e vivono per
godere del bello.
Ho anke fatto un corso di sviluppo sostenibile, ecoturismo, ste cose
qua, mi sono illuso ke in terronia avrei lavorato pe ste cose... nisba.
vabbuo' nsomma per ora stop qua, chi vuole puo' dare un'occhiata al mio
vecchio (ma vecchio) sito, http://digilander.iol.it/meleweb
ue!! si accettano inviti a cena pranzo tagliar legna... sab e dom

gabriele
 
 
Come si fà a non accolgiere una richiesta del genere? Gabriele, hai già dato un'occhiata sulla pagina di Alcatraz, lì dove c'è scritto "Fattoria Squola - La Casa Dei Claun di Alcatraz"?
 
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Ciao a tutti, amici cari -

non credete che sarebbe un sogno
bellissimo organizzarsi (chi lo desidera) ,
mettersi insieme e fare qualcosa nel campo
del naturale ?
Io ribadisco ancora la mia volontà di aprire
un centro Alcatraz in franchising, e mi
piacerebbe molto sentire l`opinione di chi
ha avuto la mia stessa idea....e magari
unire le forze -
Sarebbe davvero troppo eccitante poter
fare qualcosa insieme nel campo delle
terapie dolci, studiare, imparare ,
organizzarsi insieme...e poi, magari,
insieme aprire qualcosa....magari un
distaccamento di Alcatraz da qualche altra
parte .
Io credo che sarebbe un motivo serio e
sano per fare qualcosa in cui credere ed in
cui impegnarsi .
C`è qualcuno disposto a farsi avanti ?

Ciao Albert
 
 
Hai già parlato di questo con il diretto interessato, Jacopo?
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Bene, siamo giunti alla fine di questo numero sperando che anche questa volta abbiate raccolto spunti per le nostre chiacchierate future; e' tempo di saluti e di scuse : devo scusarmi per il ritardo della spedizione di AMICILIST n° 7 e darvi appuntamento a giovedi prossimo.
 
Miao, Sebastian.
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